Micro proiezioni CINEVIDEO 01 - Dialoghi Allargati a Vignanello

10/10/2010
15:30hs

Il presente programma è stato organizzato da Rachel Rosalen e da Rafael Marchetti.
Include lavori che fanno uso del video in quanto linguaggio e allo stesso tempo, offre un approccio singolare a differenti tipi di archeologie dei media, alla nozione di territorio, di locale e globale, di luogo e non-luogo.


Zuse Strip
07'54", 2003 - New York
Caspar Stracke

Questo lavoro stabilisce una corrispondenza tra due frammenti informativi di origini e tempi diversi che si incontrano per caso. Il cinema si trasforma in paesaggio tridimensionale – con l’utilizzo di dati basati su un’interpretazione equivoca. Il film è stato denominato Zuse strip a causa di Konrad Zuse, l’inventore del primo computer moderno. La prima macchina di Zuse usava una struttura già molto simile a quella dei moderni computer: programmabile, era dotata di un’unità di memoria e si basava sul sistema binario. Usava nastri di celluloide 35 mm perforati simili a una pellicola cinematografica sulla quale venivano immesse le istruzioni. Questo lavoro si ispira a Il cinema e i numeri, di Lev Manovich, così come a La decifrazione della scrittura B, del linguista e filologo britannico John Chadwik.

“L’obsolescenza rimane come un elemento repressore dell’innovazione e, dato che le informazioni del passato si mantengono in sistemi che non funzionano più, quindi come sarà preservato il passato? La traslazione (dal latino translatio, trasferire) è un viaggio, non si tratta di mera trasmissione istantanea, e questi viaggi di codificazione, trascrizione e compressione hanno i loro passeggeri-informatori marcati con codici del presente”. Mike Hoolboom

 


CED Trilogy
16'34", 2001/2003 - New York
Caspar Stracke

Un lettore di riproduzione per video su disco degli anni settanta imita la video arte degli anni ottanta. Il riproduttore usato in questi tre video è simile a un giradischi e utilizza un sistema creato negli settanta, il CED (Capacitance Electronic Disc). Curiosamente, il legame che esiste tra il grammofono di Edison e il sistema di riproduzione CED è maggiore di quanto si possa pensare. Contrariamente ai Cd o ai Laser disc, che vengono letti utilizzando raggi laser, i dischi CED erano letti fisicamente mediante una testina, analogamente a quanto accade nei dischi in vinile. L’insufficiente risposta del mercato ha portato il fabbricante a dismettere la sua produzione dopo una decade e il lettore CED fu sostituito dalla tecnologia del laser disc della Pionner.

Le caratteristiche che fanno del SKT-090 un riproduttore del tutto particolare è la sua esclusiva ed eccentrica maniera di riavvolgere il video. La macchina vecchia di 17 anni, legge i graffi non come crepitii su di una registrazione audio, ma taglia la sezione in frammenti lunghi meno di un quarto di secondo e li riassembla nella memoria più consona. La testina si consuma fisicamente non solo a causa dei graffi che le fanno saltare le scanalature, ma anche per altri motivi, il che produce un numero infinito di collage simili, mai identici, della stessa scena.

I ‘tagli’ sono impercettibili. Considerando il suo contesto storico, è evidente che esiste una certa ironia in questa ‘manovra’ che si svolge senza l’interazione dell’elemento umano – questa macchina di collage imita le forme di edizione tecnica molto popolari nell’ambiente della video arte negli anni ottanta (la stessa decade in cui questo riproduttore è stato prodotto). La natura fragile e imprevedibile della macchina, che riproduce i dati illogicamente, dà vita a un’autonomia che affronta il modo per mezzo del quale il tempo reale viene adattato al tempo del film. Nel cinema classico, quest’ultimo presenta gli eventi in genere dentro una serie successiva. Di informazioni conosciute, la macchina ne suggerisce infinite letture alternative.

 


Energy of Delusion
10', 2010 - New York
Keith Sanborn

Lavoro in questo momento su una serie di 10 film di un minut (2 minuti ognuno con i titoli) intitolata “Energy of Delusion”, la memoria del breve periodo. Intendo creare una sorta di museo molto conciso del cinema, che si basa sui più interessanti, difficili, lunghi e complessi film della storia del cinema: Jeanne Dielman, Salò, Quarto potere e La Rosa sulle rotaie.

L’esperienza ha l’obiettivo di analizzare il tipo di informazione prodotta dalla riduzione di queste opere lunghe a un corto lasso di tempo a partire dal quale dobbiamo essere capaci di ritenere tutto il film nella nostra memoria.

La situazione ideale per visionare questo filmato richiederebbe dieci monitori LED identici sistemati in fila l’uno accanto all’altro in galleria. La serie di film è prodotta in HD ma versioni SD saranno messe a disposizione. Date le differenze nel formato, ogni lavoro dovrà avere un suo disco.

 


Semi-private sub-Hegelian Panty Fantasy [with sound]
3', 2001- New York
Keith Sanborn

La narrativa di un sogno filosofico che si costruisce intorno a concetti e a rappresentazioni della reversibilità e dell’irreversibilità del tempo e del desiderio.

Il titolo è in parte preciso. Diversi strati di divertimento freudiano, dalle esplosioni/implosioni di case al crollo di muri che si ricostruiscono, alla morte di Lenin, sdraiato perché si faccia il suo ritratto filmico. Lacan una volta ha detto: lui non ha il fallo, è il fallo. Divertimento psicologico e storico per tutta la famiglia. “Ingresso libero per gli ultranovantenni accompagnati da entrambi i genitori”.

 


The Whiteness of an Exotic Place

8’10” , 2006 - Helsinki
Marcia Vaitsman

Esotismo ed estraneità sono gli aspetti fondamentali di questo lavoro. Le sequenze apparentemente incoerenti seguono una trama molto intima, personale, evitando deliberatamente la linearità degli eventi per concentrarsi nelle sensazioni fisiche e nelle atmosfere. A questo punto, è importante rilevare che il video, in maniera sottile, è in continua evoluzione. Le “scene” cambiano quasi impercettibilmente davanti ai nostri occhi. A volte, c’è qualcosa che pensiamo di poter vedere, ma che di fatto non esiste.

A volte, appare qualcosa di nuovo che sembra cambiare ciò che è stato testimoniato in precedenza. Lo stesso occorre con il suono. Elementi differenti vengono a galla e s’immergono nel mix col fine di mantenere lo stesso sfondo per tutto il tempo. Marcia Vaistman ha girato le immagini quando era a Helsinki, in Finlandia. Le sue percezioni del luogo sono state tradotte in queste immagini, costruendo un nuovo spazio immaginario dentro cui c’è spazio per l’invenzione di una mitologia e di sogni.

Concetto e immagini: Marcia Vaitsman
Direttore Artistico: Enrique Bernachini

 


The Elephant Cage

12'23", 2005 - Okinawa/ Gifu
Marcia Vaitsman

Quell’isola ha il tempo come confine. Esiste nella memoria suoi figli che hanno dovuto lasciarla, che hanno perso i loro nomi e la loro storia ma che hanno portato con sé le caratteristiche fisiche che li definiscono: i loro occhi, le loro bocche e la loro pelle.

Quel luogo è stato invaso diverse volte e ha dovuto cambiare nome, lingua e storia. Oggi, la presenza militare sull’isola – e anche su altre isole dell’Asia –rende ancora più complicato lo scenario di fondo.

Concetto e immagini: Marcia Vaitsman. Musica e audio: Enrique Bernachini. Produzione in Giappone: Nobuo Tanaka. Prodotto da Marcia Vaistman e IAMAS. Sponsorizzato dal Fondo Principe Claus. Registrato in Okinawa nel 2004. Si ringrazia Dani Kisser per la seconda sequenza con gli elefanti.

 


Practical Chinese

1’ , 2002 - Taiwan
Marit Lindberg

La parola cinese shi shi tradotta in inglese.
NIFCA/TAV, Taipei Artist Village, Taiwan, 2002.

 


A lesson in Finnish grammar

1’, 2001 - Stockholm
Marit Lindberg

Rime infantili per imparare la grammatica finlandese.
NIFCA Sveaborg, Finland 2001

 


Dormentes (Traverse)

15', 2003 - Recife/ Salgueiro
Inês Cardoso

Da Recife a Salgueiro si estende una strada invisibile. Una strada di ombre su rotaie di acciaio. Una strada che attraversa città fantasma, tracciandone i confini, e percorre le reminescenze e le realtà dei personaggi che ora hanno sostituito il treno che si fermò. Questo filmato si propone di ripercorrere, per mezzo di testimonianze e di immagini poetiche, il viaggio di quel treno. Vite che si sono ridotte e parti abbandonate della linea ferroviaria. Gli ingegneri ferroviari di un tempo, i capistazione, passeggeri e personaggi guidano una narrativa intervallata da ricordi e dalla nostalgia del treno. Abbiamo visitato circa trentadue città, sia in treno che in macchina percorrendo la BR- 232 che copre il tragitto della ferrovia e trasforma la vita dei villaggi che si sono formati lungo la linea e nell’area circostante alle fermate del treno.

Dormentes è stato concepito come progetto per rifare un viaggio fatto vent’anni fa. Con questo progetto, ho ricevuto un premio per la ricerca e per la sceneggiatura dal programma Pathos, istituito dall’Istituto Itaú Cultural. Poi ho saputo che il treno non esisteva più e che, per tale ragione, il progetto doveva assumere una dimensione completamente differente: invece di ripercorrere lo stesso tragitto, vent’anni più tardi, doveva precisare le fasi della sua scomparsa.

Regia, sceneggiatura e immagini: Inês Cardoso.
Edizione: Inês Cardoso e Aloysio Raulino

 


5 lessons and 9 questions about Chinatown

10', 2009 -New York
Shelly Silver

Tu vivi in un certo posto e cammini lungo la stessa strada cinquanta, cento, dieci mila volte, sempre registrando solo frammenti di questo passaggio, senza averne alcuna percezione. Passano gli anni, i decenni e continui a non osservare, possibilmente rimani inosservato anche tu.

Un palazzo viene giù e prima che un altro lo sostituisca, ti chiedi:
“Ma cosa c’era al posto di quel palazzo lì?”. Della zona in cui vivi, sei capace di riconoscerne i cambiamenti solo vagamente, così come il fatto che afflussi improvvisi di abitanti vi si siano trasferiti e abbiano trasformato tutti le vie urbane, i vicoli, le case popolari e i negozi.

Dieci isolati quadrati, passato, presente e futuro, tempo, luce, movimento, immigrazione, esclusione, gentrificazione, razzismo, storia, Cina, America, 3 idiomi, 13 voci, 152 anni, 17.820 fotogrammi, 9 minuti, 54 secondi, 9 domande, 5 lezioni, Chinatown.

Un film di Shelly Silver. Prodotto da Karin Chie. Ricerca: Teri Chan, Nina La. Traduzione: Jeremy Chien, Lu Yu. Missaggio: Ian Stynes, Great City Productions. Correzione colore: John Vladic, De Luxe New York.

Si ringrazia: Tim Bell, Ed Bowes, Nancy Bulalacao, Cheng Hong Chen, KK Chen, Choi Ping Chin, Deanna Cao, Cassandra Guan, Charles Lai, Baayork Lee, Yue Ma, Marc Silver, Ann Sun, Wendy Tong, Jenny Tran, Doreen Wang, Sam Whitsitt e il NY Chinatown Senior Citizen Coalition Center. Materiale d’archivio: The National Archives e Museum of Chinese in America.

Commissionato da: MoCA (Museum of Chinese in America for The Chinatown Film Project).


programma locale
Festival del Cortometraggio Filoteo Alberini

Organizzatore: Antonio Pantaleoni
Direttore Artistico: Emanuele Moretti


Rec Stop Play

11', 2003 - Sicilia
Emanuele Pisano

Di comunicare muove i fili di tre storie che s’intrecciano. Una detenuta in regime di semilibertà cede all’originale corteggiamento di un cliente della lavanderia in cui lavora. Un uomo si prende cura del figlio ventenne in stato vegetativo. Entrambe le vicende forniscono ad un giardiniere lo spunto per elaborare uno stratagemma che soddisfi un’innata e indispensabile esigenza di comunicazione.

 


L’ arbitro

17', 2008 - Sardegna
Paolo Zucca

Narra la vicenda di due ladroni i cui destini si incrociano nella bolgia infernale di un derby calcistico di terza categoria. Un piccolo kolossal dai risvolti surreali girato per la gran parte a Bonarcado, nel Montiferru.
Vincitore del Premio Speciale della giuria, Clermont Ferrand International Short Film, 2009.

 


Tana Libera Tutti

15 ‘, 2006 - Puglia
Vito Palmieri

Emiliano si è appena trasferito in un palazzo con un grande cortile, dove ogni giorno tanti bambini scendono a giocare.

Emiliano riesce presto a familiarizzare coi nuovi amichetti, ma non è felice perché Flavia, anche lei di sei anni, sembra non sia proprio accorta di lui.

 


Xie Zi

08', 2010 - Basilicata
Giuseppe Marco Albano

Un uomo e un bambino che vengono da differente e molto distanti culture, unite da un mistero. Tra la paura e la sfiducia loro saranno legati da un doppio nodo.

 


Il Combattente

15', 2010 - Bari
Luigi Tulio & Daniela Mezzacane

Daniela e Luigi hanno voluto raccontare questa storia in modo ironico, ma anche impietoso, puntando i riflettori su tutte le “storture” del nostro amato bel paese, analizzate però senza velleità moralistiche, ma semplicemente con del sanissimo realismo, che oggi sembra venir meno, sempre di più e inesorabilmente. Antonio ben presto dovrà imparare l’arte di arrangiarsi con lavori non ambitissimi,passando attraverso la malinconia e la disillusione, rispetto all’inebriante esperienza della laurea. Dovrà scontrarsi con il mondo delle raccomandazioni e dovrà prendere atto dell’inflazione delle lauree e della necessità di master o stage per avere maggiori possibilità. Ma dovrà anche fare i conti con l’amico figlio di papà che insoddisfatto del suo facile lavoro, intraprende la strada della politica. Alla fine Antonio dovrà scegliere se accontentarsi di un impiego mal retribuito a 1.000 km di distanza o continuare a perseguire una propria personale idea di dignità che è la sua forza. Ma tutta questa vicenda, è stata condita dai due autori con ironia e colpi di scena che non lasceranno indifferente lo spettatore,ma lo costringeranno a riflettere sul sistema sociale e culturale in cui viviamo.


Sound of Life

04', 2010 - Campania
Michele Salvezza

Sounds of Life è la visione di un mondo interiore, la realtà che viene fuori da un bisogno profondo, la risposta ad un atto di inaudita violenza.